CANDOGLIA

CLASSIFICAZIONE PETROGRAFICA: Marmo.
CLASSIFICAZIONE COMMERCIALE: Marmo.
FORMAZIONE ED ETA’: formazione dioritico-kinzigitica della zona Ivrea-Verbano
Il materiale si trova in lenti.
COMPOSIZIONE: Calcite + Quarzo + Muscovite +Pirite.
PROVENIENZA: Val d’Ossola.
STORIA:il marmo di Candoglia è conosciuto principalmente per il suo utilizzo, dal 1387, la cava è utilizzata per la costruzione del Duomo di Milano.

candoglia

bianco_candoglia

rosa_candoglia

candoglia_venato

ARABESCATO OROBICO

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CLASSIFICAZIONE PETROGRAFICA: Calcare – roccia sedimentaria.
CLASSIFICAZIONE COMMERCIALE: Marmo.
FORMAZIONE ED ETA’:
Formazione Calcare di Esino – Livello Calcare Rosso.
Età Ladinico (Trias medio).
La Formazione del Calcare di Esino, è una formazione di piattaforma carbonatica costituita da litologie molto variabili come dolomie e calcari. Il livello del Calcare Rosso si trova al tetto della suddetta formazione ed è formato da calcari oolitici e oncolitici grigio rosati, calcari laminati a vene rossastre, calcari stromatolitici e brecce sedimentarie rossastre.
COMPOSIZIONE: calcite + dolomite + grana di fondo.
PROVENIENZA: Prealpe Lombarda, Val Brembana.
CARATTERISTICHE TECNICHE: lavorabile e lucidabile.
ALTERAZIONE: il materiale viene utilizzato solo per rivestimenti interni, infatti data la sua natura carbonatica, se posato all’esterno, sotto l’azione degli agenti atmosferici è soggetto a erosione e alterazione cromatica.

arabescato rosso

arabescato orobico rosso

arabescato_rosa

arabescato orobico rosato

arabescato_orobico_grigio

arabescato orobico grigio

 

 

GESSO

gesso (3)

Classe: solfati

Sistema cristallino: monoclino

Durezza: 1.5 – 2

Densità: 2.35

Formula chimica: Ca(SO4) * 2H2O

I cristalli di gesso sono di forma tabulare, allungata, si può trovare nella forma selenite (cristalli trasparenti e aggregati statici), sericolite (aggregati di cristalli satinati e allungati) o alabastro (masse granulari dall’aspetto cereo, le volte zonato). Può presentarsi nelle sue colorazioni tipiche: bianco, grigio, giallo o bruno e di colore rossastro se lo si trova nella forma a rosa, chiamata anche “rosa del deserto”. È un minerale tenero e sfaldabile è trasparente e con lucentezza vitrea. Il gesso si forma in ambiente sedimentario ed é di origine chimica.

 

EMATITE

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ematite (2)

Classe: ossidi

Sistema cristallino: trigonale

Durezza: 5 – 6.5

Densità: 5.2 – 5.3

Formula chimica: Fe2 O3

L’ematite si trova in cristalli dalla forma romboedrica, possono essere lamellari o masse granulari. Minerale duro, pesante e fragile, dotato di lucentezza metallica, opaco, talora presenta riflessi rossi. Si trova in rocce in rocce magmatiche effusive come minerale accessorio, la sua formazione è favorita dall’ambiente ossidante. Facile da trovare in rocce sedimentarie e resta stabile nelle rocce metamorfiche di basso grado.

COLONNA – VILLAGGIO DEI MINATORI

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Se vi trovate nel comune di Cogne e siete appassionati di trekking, molte sono le camminate che potete fare, ne consiglio una in particolare: le miniere abbandonate di colonna. Gli attacchi al sentiero e le vie per raggiungere la vostra meta sono molteplici, in questo articolo descriverò quella che a me è piaciuta più di tutte, seppur faticosa, resta comunque la meno impegnativa, si parte dall’abitato di Gimillan, appena passato il cartello del paese vi è un largo spiazzo, con un parcheggio, dove potete trovare un posto per parcheggiare la vostra macchina; In alternativa, dal parcheggio dell’abitato di Cogne si può prendere una navetta che vi porterà fino a Gimillan. Da qui si prende il sentiero n°8 , che sale e scende con un andamento morbido entrando nella Vallone del Grauson, fino ad arrivare all’omonimo Torrente Grauson che si attraversa grazie a un ponte (1903 m slm), a questo punto le indicazioni da seguire saranno quelle della vostra destinazione: colonna – sentiero n°8D, il quale sale inizialmente morbido nel bosco, per poi uscirvi e rientrarvi più volte lungo il tragitto fino a quando si giunge al limite degli alberi. Da lì in avanti il sentiero prosegue mantenendo la quota, la maggior parte del dislivello e della fatica è ormai fatta, si consiglia solo un po’ di attenzione per qualche passaggio un po’ esposto lungo il tragitto, ma non preoccupatevi, è tutto attrezzato con corde…! Giungerete quindi, ad un’ultima biforcazione, le indicazioni da seguire sono per il sentiero n 9, ancora un po’ di pazienza, un ultimo “strappo” da percorrere e sarete giunti alla vostra meta (2400 m slm): villaggio dei minatori di Colonna. Era qui che i minatori che lavoravano alla miniera vivevano, attualmente tutta la proprietà è recintata e l’accesso è vietato, la struttura arroccata sul pendio, si sta nel tempo degradando sempre di più.

DSC01361vista del villaggio di Colonna

Al ritorno si può ripercorrere la stessa strada, oppure si può scendere lungo il sentiero n°9, dove si potranno vedere altre strutture appartenenti alle miniere, il sentiero scende veloce, inizialmente su prato, per poi entrare nel bosco, infine sotto la costa del pino diventa una strada sterrata, che finirà all’altezza dell’abitato di Montroz, sito appena sotto Gimillian. Lungo la via del ritorno dal sentiero si possono osservare i tralicci della teleferica che serviva al trasporto del materiale cavato, e si costeggia la stazione intermedia della teleferica stessa.

Tralicci della funivia – Stazione intermedia

Le miniere di Cogne hanno una lunga storia e nel tempo hanno cambiato diversi proprietari. Le prime notizie risalgono al 1400, a quel tempo la proprietà era dei Vescovi di Aosta, nella seconda metà del 1600 le miniere vengono cedute al Comune di Cogne, ma solo nel 1800 iniziò il vero e proprio sfruttamento minerario, grazie al sindaco del paese, il Dottor Grappein. L’attività estrattiva inizialmente si svolgeva con miniere a cielo aperto a Liconi, sul Monte Creya, ma anche questo esperimento fallisce; nel 1900 una società Italo-Belga inizia un’attività estrattiva industriale, nasce così il villaggio dei minatori di Colonna e le stazioni intermedie atte al trasporto del materiale cavato a Cogne. All’inizio del 1900 la proprietà passa dalla Gio.Ansaldo al Governo Fascista, che mantiene la miniera a regime fino alla chiusura nel 1979, è passata quindi di mano alla società Finteca che ha ceduto nuovamente al Comune di Cogne nel 2014 la concessione.

DSC01352Uno degli accessi alle gallerie della miniera

I giacimenti di magnetite sono situati all’interno di una lente di serpentinite, la quale poggia su rocce carbonatiche triassiche appartenenti alla falda denominata Fascio di Cogne. Notare che si trovano a contatto rocce carbonatiche (calcari, dolomie) formatesi nel trias in ambiente di laguna e barriera corallina con rocce provenienti dal mantello. Questo contatto è la testimonianza delle traslazioni avvenute durante l’orogenesi alpina. A tetto delle serpentiniti si trovano calcescisti  e sopra è collocata la seconda scaglia della falda del Fascio di Cogne.
La magnetite è concentrata nella parte inferiore della lente di serpentinite, vicino al contatto con le rocce carbonatiche sulle quali la lente si poggia. Il giacimento ha una forma colonnare, con la giacitura che segue la scistosità generale. L’insieme dei corpi di serpentinite crea una lente dalla forma irregolare, si va da una lunghezza di 600 m per una larghezza di 250 m e uno spessore che varia da pochi m a 70. La genesi della magnetite si riporta a processi di serpentinizzazione per alterazione idrotermale di peridotiti di mantello, aventi inizio in ambiente oceanico e proseguite poi durante l’orogenesi alpina.

La mineralizzazione di magnetite è stata coltivata nelle miniere di Larsinaz e di Liconi-Colonna. Il minerale cavato veniva trasportato a Cogne, da qui il trasporto continuava in galleria su rotaie fino a Pila per poi arrivare ad Aosta in teleferica.

La miniera di Larsinaz è stata coltivata su tre livelli principali situati alle quote di 1975 – 2000 – 2025 m slm. La mineralizzazione è costituita da granuli tondeggianti di magnetite nerastra, di grandezza millimetrica e centimetrica, dispersi in matrice dal colore verde scuro di serpentinite.

Il giacimento principale di Liconi-Colonna, in principio era coltivato a cielo aperto, su due affioramenti (2535 – 2570 m e 2520 – 2530 m). A Liconi  iniziano le prime coltivazioni in sotterraneo, in galleria. Successivamente da Colonna inizia la coltivazione in sotterraneo, con gallerie scavate a ribasso, scendendo fino alla costa del pino, dove la coltivazione in sotterraneo avviene con la tecnica dei sottolivelli e quello della frana controllata della volta.

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Per saperne di più sulle miniere e sulla loro storia consiglio di visitare il museo di Cogne, potete trovare le informazioni sul sito del comune:
http://www.comune.cogne.ao.it